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lunedì 14 marzo 2011

Milano ricorda Walter Chiari

Più Chiari di così. E' il nome della rassegna che Milano dedica a Walter Annichiarico, in arte Chiari, a venti anni dalla sua scomparsa. Da mercoledì 16 a domenica 20 marzo il cinema Gnomo sarà centro dell'omaggio che la città fa al divo italiano, uno dei pochi attori del nostro Paese che è riuscito a diventare una star dalla notorietà internazionale. Nato a Verona da una famiglia pugliese, Walter ha comunque trascorso gran parte della sua vita a Milano, con la quale ha avuto un legame davvero intenso. Il cinema lo ha portato a lavorare al fianco dei più grandi attori e registi italiani, da Alberto Sordi a Totò, da Ugo Tognazzi a Luchino Visconti. All'estero lavora con Otto Preminger, Michael Powell e addirittura Orson Welles con un ruolo nel Falstaff. Ma Chiari non è famoso solo per le sue interpretazioni, ma anche per le sue qualità da grande seduttore che lo portano in maniera continuativa sulle prime pagine dei rotocalchi. Celebrato ininterrottamente in vita, un po' dimenticato dopo la sua morte. Ora il cinema Gnomo cerca di rialimentare la memoria di Chiari con una serie di proiezioni alla presenza di critici e personalità del mondo dello spettacolo, da Tatti Sanguineti a Maurizio Porro fino a Filippo Mazzarella. 

martedì 22 febbraio 2011

Monicelli, un breve ricordo

E' stato uno dei più grandi registi italiani di tutti i tempi. Mario Monicelli si è tolto la vita poche settimane fa, e qualcuno è pure riuscito a costruirci sopra una polemica. Per fortuna c'è chi preferisce ricordarlo con i suoi film, quel magnifico 95enne che ancora girava i festival di cinema per conto suo. Perché Monicelli il cinema non ha mai smesso di amarlo. Il cinema Gnomo lo omaggia con una piccola rassegna da martedì 22 a giovedì 24 febbraio. Una tre giorni che si apre con I soliti ignoti, martedì 22 alle 20,30. Tra mercoledì e giovedì si proiettano altri quattro film, non tra i più conosciuti del grande regista. Si tratta di Totò cerca casa, firmato insieme a Steno, Un eroe dai nostri tempi, con Alberto Sordi, Vita da cani, con Aldo Fabrizi, e Risate di gioia con Totò e Anna Magnani.
Per il programma completo: www.comune.milano.it.

Lorenzo Lamperti

giovedì 17 febbraio 2011

Dorian Gray, la malafemmina ci ha lasciato

"Veniamo noi, con questa mia, addirvi... addirvi una parola". Firmato: "i fratelli Caponi, che siamo noi". Solo lei ha ricevuto una lettera del genere da loro. La lei è Dorian Gray. No, non il protagonista del celebre racconto di Oscar Wilde, quello era un uomo. La Dorian Gray in questione era Maria Luisa Mangini, morta suicida a Torcegno, Trentino, mercoledì 16 febbraio. I loro erano Totò e Peppino De Filippo. La maggior parte degli italiani la ricorda con loro, nel magnifico Totò, Peppino e la malafemmina di Camillo Mastrocinque, anno 1956. In quel film Dorian Gray fa la ballerina a Milano, e quindi una donna di malaffare per i sudisti zii di Gianni, innamorato perso della biondona sexy. E non era solo Teddy Reno, il Gianni del film, a essere innamorato di lei. Nel 1954 un servizio su Le Ore lanciava Dorian Gray, ritraendola con un trucco alla Marylin. 
Dorian era di Bolzano, e prima di lavorare con Totò e Peppino faceva la parte della bella maggiorata in commedie di scarse pretese. Dopo aver svestito i panni della malafemmina, prova a sfondare nel cinema d'autore. Ha un ruolo ne Le notti di Cabiria, Fellini, fa la benzinaia ne Il grido, Antonioni, soprattutto vince un Nastro d'argento per la prova in Mogli pericolose di Luigi Comencini. A differenza di molte altre attrici italiane, non sposa un produttore. Forse anche per questo Hollywood rimane solo un sogno per lei. Quando non ha ancora compiuto 30 anni si ritira dal cinema e torna a Bolzano, anzi a Torcegno. Ed è qui che 45 anni dopo si toglie la vita sparandosi in testa. E ora ci saranno quelli che si produrranno in paralleli e paragoni con Monicelli e altri celebri attori, attrici e registi suicidi. Ma lei era solo e semplicemente Dorian Gray, e probabilmente non era invecchiata solo su una tela.