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mercoledì 21 settembre 2011

Super 8, l'.E.T. 2.0

Ohio, 1979: sei ragazzini sono alle prese con la realizzazione di un film in super 8 da presentare a un concorso per giovani talenti. Una notte, seguendo le direttive del piccolo regista, i protagonisti sfuggono di soppiatto dalle loro camerette per andare incontro a un’incredibile avventura: organizzando il set sulla banchina della stazione si trovano infatti ad essere involontari testimoni di un colossale incidente ferroviario, in seguito al quale eventi inquietanti iniziano a susseguirsi nella cittadina, gradualmente invasa dalle forze militari impegnate ad insabbiare un oscuro mistero.
Prodotto da Spielberg e girato da J.J.Abrams, creatore della pluripremiata serie tv Lost, Super 8 è una vera e propria operazione nostalgica che ricrea ad arte il mood dei film generazionali degli anni ‘80.
Con lo sguardo ben fisso sul passato e sulle pellicole di Spielberg che hanno fatto la storia del cinema, Abrams recupera brillantemente e con mano sapiente vecchi modelli narrativi e ci racconta un’America che non c‘è più, in cui lo sguardo narrante dei giovani protagonisti è ancora uno sguardo ingenuo e sognante; ci racconta , con semplicità e freschezza, una storia d’avventura, di amicizia e d’amore in cui i tredicenni sanno ancora entusiasmarsi per i razzi e per i trenini, per le avventure e le ragazzine dai capelli biondi.
Protagonista indiscusso della pellicola l’alieno che, come il suo precursore ansioso di telefonare a casa, ha conosciuto il lato peggiore della razza umana e non vede l’ora di ritornare sul suo pianeta. A differenza dell’alieno verde dal dito luminoso però, questo non ha bisogno della protezione dei ragazzini, anzi, reagisce con violenza ai soprusi mascherati da ricerche scientifiche diventando una minaccia per tutta la popolazione. Pur nella sua furia, mostra però di avere più cuore dei suoi aguzzini e, di fronte al candore infantile, sfodera uno sguardo inatteso e nascosto, sgranando occhi incredibilmente simili agli specchi enormi del piccolo E.T.
Super8 è una pellicola che, bisogna riconoscere, non reinventa e non aggiunge niente, e nemmeno ci prova: riesce perfettamente proprio nel rimanere fedele al suo spirito nostalgico e risulterà davvero irresistibile per tutti i bambini degli anni ’80, cresciuti a suon di Goonies e Stand By Me.
E forse, ci auguriamo, anche per quelli del nuovo millennio.
Elisa Fontana

mercoledì 7 settembre 2011

Milano, Svizzera. Ecco i Pardi di Locarno

Stavolta ruggiscono da soli. I Pardi di Locarno, dopo anni di convivenza forzata con la "Panoramica" di Venezia si mettono in proprio e guadagnano un loro spazio esclusivo. Da domani sette titoli in visione tra cinema Apollo e Umanitaria.
L'apertura è col botto: subito Super 8, il fanta thriller prodotto da Steven Spielberg e diretto da J. J. Abrams, il papà di Lost. Il pubblico milanese potrà vedere in anteprima nazionale questa storia su un gruppo di ragazzi cinefili che filmano per caso un disastro ferroviario dai risvolti paranormali, il tutto al cinema Apollo (ore 19,50 e 22,10). Poi via a tutto il resto, che è un resto generoso e di qualità. Ecco dunque l'esordio dietro alla macchina da presa dei gemelli torinesi De Serio con Sette opere di misericordia e il rumeno Best Intentions, premiato a Locarno per la regia di Adrian Sitaru e per l'interpretazione maschile del protagonista Bogdan Dumitrache. Sitaru, tra l'altro, è l'autore di uno dei più bei film di Venezia edizione 2008, dove il suo Hooked trovò un grande favore di critica.
C'è anche l'israeliano Nadav Lapid con il film politico Policeman, tra l'altro premio speciale della giuria al festival svizzero, e l'opera libanese Beirut Hotel. Per vedere qualche noto si può assistere a The Loneliest Planet di Julia Loktev con Gael Garcia Bernal. E poi non può mancare il Pardo d'oro, Abrir puertas y ventanas dell'esordiente svizzero-argentina Milagros Mumenthaler.