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venerdì 28 gennaio 2011

Il cinema italiano visto da Milano

Isabella Ragonese, madrina della nona edizione della rassegna
Comincia oggi la nona edizione della rassegna Il cinema italiano visto da Milano, che fino al 6 febbraio trasforma lo Spazio Oberdan il centro del cinema del nostro Paese. Anteprime, proiezioni e incontri con i registi sono il ricco menù del festival, che verrà aperto questa sera alle 21,15 con Il primo incarico di Giorgia Cecere. L'attrice del film, Isabella Ragonese sarà anche la madrina della rassegna e sarà presente in sala durante la proiezione del film. Fiore all'occhiello del cartellone è ancora una volta il concorso "Rivelazioni", che porta sul grande schermo film inediti di giovani autori italiani, nella speranza di lanciarli verso le sale italiane. Due anni fa passò dall'Oberdan Fuga dal Call Center, che è poi diventato un piccolo caso. 
A partire da sabato, si succedono le proiezioni di novità, documentari, successi dell'ultima stagione cinematografica. Occasione per scoprire nuovi titoli e recuperare film importanti, tra cui La nostra vita di Luchetti, L'uomo che verrà di Diritti e Io sono l'amore di Guadagnino. Tra le anteprime, particolare interesse suscita Malavoglia di Pasquale Scimeca, rilettura del capolavoro di Verga, ma anche il documentario Il pezzo mancante di Alessandro Piperno, che si accosta alla storia di Gianni Agnelli. In cartellone anche il nuovo film di Silvio Soldini, e poi molti incontri con attori e registi: da non perdere la possibilità di scambiare due chiacchiere con Giuseppe Battiston, presente in sala sabato 29 gennaio dopo la proiezione del film Notizie dagli scavi
Per il programma completo: www.cinetecamilano.it

mercoledì 26 gennaio 2011

Oscar: il re che balbetta sfida Facebook

Se il re balbetta, l'Italia resta zitta. Colin Firth è il grande favorito nella corsa agli Oscar 2011 per l’interpretazione del balbuziente Giorgio VI ne Il discorso del re. Il film di Tom Hooper è il titolo con il maggior numero di nomination, ben dodici, tra cui quella per miglior film e miglior regia. Al secondo posto, con dieci candidature, c’è Il Grinta dei fratelli Coen, remake del western del 1969 con John Wayne. Anche se ha meno nomination, il favorito per la statuetta del miglior film sembra essere The Social Network, la genesi di Facebook firmata David Fincher. Tra le attrici, Natalie Portman parte in vantaggio per la danzatrice schizofrenica di Black Swan, ma potrebbe insidiarla la veterana Annette Bening, madre lesbica nella commedia I ragazzi stanno bene. Sorprendono le esclusioni di Cristopher Nolan, autore di Inception, dalla migliore regia e del francese Uomini di Dio dal miglior film straniero. Già prevista invece la bocciatura de La prima cosa bella di Paolo Virzì. È dal 2006 che un film italiano non entra in gara. L’ultima a riuscirci è stata Francesca Comencini con La bestia nel cuore, poi solo delusioni. L’unica italiana in corsa agli Oscar 2011 è Antonella Cannarozzi per i costumi di Io sono l’amore, il film di Luca Guadagnino. Forte del successo ottenuto dal film negli Stati Uniti, negli scorsi giorni Guadagnino ha polemizzato: «Chissà se la commissione che mi ha preferito Virzì pensa ancora di aver fatto la scelta giusta». Come la bimba protagonista del suo film, resta invece zitto Giorgio Diritti, regista de L’uomo che verrà, dimenticato dai giurati italiani. Ma al pubblico che l’ha visto, di cose ne ha dette tante.