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giovedì 1 settembre 2011

Festival di Venezia, giorno 0: Striscia la pellicola

Ezio Greggio e Gigi Proietti in Box Office 3D
Un film di Ezio Greggio apre la Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Nonostante questo, pare si tratti sempre di un festival. Lasciando da parte snobismo e cinefilismo iperintellettuale, non può comunque non far drizzare i (residui) capelli in testa la notizia che Box Office, l'ultima fatica (si dice così in gergo, no?) registica di Ezio Greggio sia la prima opera proiettata all'ex festival di cinema più importante del mondo.
"Beh, che c'è di strano?", ha detto il presentatore di Striscia la notizia "io almeno faccio ridere". Sarà davvero così? A sentire i primi commenti di chi lo ha visto, parrebbe di no. Non è che forse Box Office, per giunta in 3D, possa fare la fine del predecessore greggiano Il silenzio dei prosciutti? D'altra parte l'intento è sempre quello, prendere in giro i film americani campioni di incasso in tutto il mondo. Da Harry Potter ad Avatar fino alle varie saghe vampiresche. L'autore giura di no: "Questo è il mio miglior film". E noi gli crediamo, ci mancherebbe. Certo che qualche sospetto sull'operazione ci viene: ma fino a che punto Venezia mette il suo timbro su Box Office? Qualcuno aveva detto: il film di Greggio "apre" la Mostra. Poi si è scoperto che la "preinaugurava". Poi si è notato che nel comunicato stampa non appariva nessuna effige recante il nome di Muller. Infine, si è scoperto che l'opera non appare in nessun catalogo della mostra. Insomma, più che la proiezione a un festival sembrerebbe una visione tra amici in una sala affittata. E, allora, anche se i due casi non c'entrano apparentemente nulla l'uno con l'altro, viene in mente la fantomatica proiezione+premiazione burla alla bulgara Michelle Bonev, "pupilla" del Cavaliere. Un'adorabile messa in scena poco edificante per un festival che aspira a mantenere, o riconquistare, un ruolo di primo piano nel cinema mondiale. 

Lorenzo Lamperti 

venerdì 6 maggio 2011

MIFF, Il festival del cinema indipendente


Indipendente. È questa l’etichetta che piace tanto agli organizzatori del MIFF (Milano Internation Film Festival), che nel corso degli anni è diventato un ibrido tra un festival e una semplice cerimonia di premiazione. Non a caso la nuova corretta dicitura dell’evento è MIFF Awards. Fatto sta che dal 3 al 14 maggio quello che vorrebbe essere il Sundance italiano occuperà le serate dei cinefili milanesi.
Luogo delle proiezioni sarà per l’edizione 2011 il cinema Gnomo, segno di uno spostamento dal privato al pubblico della manifestazione guidata da Andrea Galante. Ma il pubblico cosa potrà vedere? Soprattutto cortometraggi, e poi i film vincitori delle varie sezioni: regia, sceneggiatura, montaggio, attore protagonista, attrice protagonista. I film candidati non sono aperte al pubblico e mantengono lo status di anteprima. Insomma, a parte i giurati si possono vedere solo i film che vincono qualcosa.
Almeno i nomi dei candidati volete saperli? C’è Essential Killing con Vincent Gallo, già allo scorso festival di Venezia, Venere nera di Abdellatif Kechiche che sempre dal Lido arriva per aprire la rassegna, The First Grader di Justin Chadwick e tante altre opere di registi indipendenti e pronti per essere lanciati, valorizzati. Ah, c’è anche Kirsten Stewart, la Bella di Twilight, che fa la spogliarellista in Welcome to the Rileys. Probabilmente qualcuno si augurerà di poter vedere qualcosa in più.
Per informazioni e programma delle proiezioni: www.miff.it