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mercoledì 13 luglio 2011

Edmond Budina, il regista operaio

Assemblatore di turbine idrauliche in una fabbrica di Bassano del Grappa. Ma soprattutto regista. La doppia vita di Edmond Budina, intellettuale e autore teatrale di Albania, conosce un nuovo capitolo. Venerdì 15 luglio esce nei cinema il suo Balkan Bazar. 
Edmod Budina in Balkan Bazar
Balkan Bazar racconta la storia di una donna francese che va con la figlia in Albania per recuperare i resti del padre, persi in un circolo di commercio di ossa. Una tematica che accende sempre antiche rivalità tra Albania e Grecia. La rincorsa della bara dell'uomo fa scoprire alle due donne un oscuro traffico di cadaveri, tema recentemente toccato, pur in modo completamente diverso, da John Landis nel suo Burke and Hare. Il film di Budina è dominato da un accento grottesco e surreale che ricorda il Kusturica più bucolico. Peccato che mentre il suo collega Emir giri per il mondo facendo parte delle giurie dei maggiori festival internazionali mentre il buon Edmund faccia l'operaio in Veneto. Arrivato nel 1992 in Italia dopo essere stato per molti anni docente di drammaturgia a Tirana, da allora è riuscito a racimolare i soldi per girare due film: Lettere al vento nel 2003 e ora, appunto, Balkan Bazar. E questa volta Edmund potrebbe fare il botto con questa produzione italo-albanese. O almeno il botto l'ha fatto in Albania, dove il suo film è stato il più visto nei cinema nella scorsa settimana. Vedremo se anche in Italia qualcuno butterà volentieri uno sguardo ai Balcani.

giovedì 14 aprile 2011

Cannes 2011, il programma ufficiale

Habemus Cannes. Ora il programma del 64esimo festival di Cannes, che si terrà sulla Croisette dall'11 al 22 maggio, è ufficile. E, come anticipato qualche settimana fa, l'Italia è presente in Costa Azzurra. E con due grossi calibri, entrambi in concorso: Nanni Moretti con l'attesissimo Habemus Papam e Paolo Sorrentino con This Must Be The Place che ha come attore protagonista Sean Penn. Senza dimenticarsi Bernardo Bertolucci Palma d'oro alla carriera, Cannes nel 2011 veste azzurro. La truppa italiana è completata da Alba Rohrwacher con il suo debutto assoluto da regista, Corpo celeste, scelto per la Quinzaine des realisateurs. 
Il festival, che verrà aperto da Midnight in Paris di Woody Allen, dimentica lo scorso anno passato un po' in sordina e torna ai fasti degli anni passati. Almeno come nomi. Basti guardare ai film in concorso: torna sulla Croisette Lars von Trier con Melancholia. Poi grandi autori come i fratelli Dardenne con Le gamin au velo (Il ragazzino in bicicletta), Aki Kaurismaki con Le Havre, Takeshi Miike con Hara-kiri: Death of a Samurai e Radu Mihaileanu con La Source des Femmes. Ci sarà anche Pedro Almòdovar con La Piel que habito, scippato a Venezia, proprio quando ormai Muller credeva di essere finalmente riuscito a portare in Laguna il maestro spagnolo.
Ma il colpaccio di Thierry Fremaux e Gilles Jacob è un altro: Terrence Malick. Il mitico regista de La rabbia giovane e La sottile linea rossa si è lasciato convincere e sarà a Cannes, per giunta in concorso. Fatto epocale per un autore che ha realizzato quattro film in quarant'anni di carriera cinematografica e da sempre lontano da taccuini e macchine fotografiche. Il suo nuovo Tree of Life, atteso un anno fa prima a Cannes e poi a Venezia, arriva finalmente sul grande schermo. E non al Lido. Di lavoro da fare per il presidente della giuria Robert De Niro ce ne sarà da fare parecchio.
Nella sezione "Un certain regard", presieduta da Emir Kusturica, c'è anche Gus Van Sant con il suo Restless. Pieno di lustrini per il quarto capitolo della saga dei Pirati dei Caraibi, in cartellone come evento speciale. E non sono escluse sorprese dell'ultimo minuto. ça va sans dire.

Lorenzo Lamperti

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