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lunedì 6 giugno 2011

Il berlusconismo e il cinema


Il cinema ai tempi di Berlusconi. Per quattro lunedì, il cineforum del Circolo di viale Monza (MM1 Gorla/Turro), ospita la rassegna: “Il berlusconismo e la fine della politica”, diretta da Claudio Casazza. Lunedì 30 maggio si è cominciato con Ginger e Fred di Fellini, uno dei film più particolari del maestro riminese. Ginger e Fred racconta l’avvento della televisione privata attraverso una coppia di vecchi protagonisti. Televisione privata che rappresenta il cavallo di Troia di Berlusconi, che comincia a inondare i palinsesti di serie televisive e film americani che vanno ad agire sul gusto e le abitudini degli spettatori italiani.
Lunedì 6 giugno il secondo appuntamento con Lamerica di Gianni Amelio, una lucida analisi della prima fase del berlusconismo: caduta delle ideologie, immigrazione, razzismo e comunicazione. La lente di Amelio esamina tutto. Lunedì 13 giugno si prosegue con Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, ovvero “il lavoro al tempo del berlusconismo”. Con amara ironia, il regista livornese analizza la società italiana e in particolare modo il ruolo del lavoro. La fine del diritto.
Lunedì 20 giugno si chiude con Il caimano di Nanni Moretti, uno dei pochi film, se non l’unico, che ha il coraggio di mostrare il “lupo”, Silvio Berlusconi, mettendo in scena la sua storia. Discusso e profetico, Il caimano riesce a rappresentare perfettamente la fine della politica. Tutte le proiezioni alle ore 21, ingresso gratuito.

venerdì 15 aprile 2011

Habemus Papam, Nanni Moretti racconta la Chiesa

di Roberta Pellegrini
iCine

Due mesi fa l’“Espresso” usciva in edicola con Nanni Moretti in copertina e un servizio esclusivo che rivelava trame e segreti del nuovo film. Chi abbia avuto la sventura di imbattersi in quell’articolo si spera abbia anche avuto il buon senso di non proseguire nella lettura perché a (ri)leggerlo oggi appare inverosimile il numero di dettagli rivelati. Per rispetto di chi realizza un film e dei suoi futuri spettatori non bisognerebbe mai svelare troppo e per “Habemus Papam” sarebbe sufficiente dire che è la storia di un Pontefice (Michel Piccoli) fresco di elezione in Conclave, che cade vittima della depressione e per il quale viene chiamato in soccorso il più bravo psicanalista in circolazione (Nanni Moretti).
Per fortuna le grandi opere vivono grazie a quel margine di imprevedibilità che nessun resoconto verbale può restituire e “Habemus Papam” è una di queste. L’ossessione per il colore rosso che attraversa la filmografia di Moretti trova qui la sua più compiuta manifestazione, viene quasi da pensare che il rosso cardinalizio, ricombinabile e ricombinato all’infinito nello spazio dell’inquadratura, da solo possa essere servito come motore di ispirazione nella costruzione visiva di questo film in cui c’è tutto il Moretti che conosciamo. C’è la passione per lo sport nei tornei di pallavolo tra cardinali. C’è la psicoanalisi che si scontra con la fede e dall’apparente inconciliabilità tra inconscio e anima si passa all’affermazione che “nella Bibbia ci sono tutti i sintomi della depressione”. C’è l’arma potente dell’ironia, qui insolitamente bonaria, che era stata offuscata dalla messa in scena di un dolore troppo grande ne “La stanza del figlio” e da una denuncia politica troppo sentita nel “Caimano”.
Senza queste ultime pellicole sarebbe però impensabile oggi un Nanni Moretti che si fa da parte e lascia spazio al crepuscolare Michel Piccoli, ritratto nella sua commovente solitudine come solo Manoel de Oliveira aveva saputo fare dieci anni fa in “Ritorno a casa”. Il Papa Melville (chiaro riferimento al cineasta francese) è fallibile come un uomo ed è soffocato da un opprimente senso di inadeguatezza. Osserva le masse di fedeli di nascosto da una finestra che non è quella ufficiale, si mescola alla folla e rivolge lo sguardo verso San Pietro come se fosse un uomo qualunque. Accanto allo straordinario attore francese ritroviamo alcuni attori già morettiani (Margherita Buy, Jerzy Stuhr, Dario Cantarelli, Renato Scarpa). Tornano a collaborare con il regista Francesco Piccolo e Federica Pontremoli per la sceneggiatura e Franco Piersanti per le musiche, mentre si annoverano per la prima volta la co-produzione di Domenico Procacci e la scenografia di Paola Bizzarri, che riproduce con accuratezza le solenni stanze vaticane.
Moretti tiene insieme i vari elementi da superbo direttore d’orchestra per creare un film non anticlericale né scandaloso, ma che resta il film di un non credente ed è per questo più autentico e non influenzato dalla reverenziale sottomissione alle massime figure ecclesiastiche di certa fiction televisiva. Non poteva che essere un regista italiano e romano a raccontare il potere temporale al cinema e la presentazione al Festival di Cannes – la conferma ufficiale è arrivata ieri – con un’icona del cinema d’Oltralpe come protagonista difficilmente lascerà indifferenti i francesi.

giovedì 14 aprile 2011

Habemus Papam e gli altri film in uscita il 15 aprile

Nanni Moretti in una scena di Habemus Papam
Un week-end da papi. Non quel "papi". Ma papi nel senso di papa al plurale. Eh sì, perché venerdì 15 aprile esce nelle sale italiane Habemus Papam di Nanni Moretti, che andrà pure a Cannes. Un film molto atteso dal pubblico italiano; era dal 2006 che Nanni mancava dal grande schermo. Erano i tempi de Il caimano, tristemente profetico sul destino di questo Paese. Ora Nanni è tornato, e quando parla non è mai banale. In Habemus Papam ripercorre la storia di Celestino V, il papa rimasto nella storia per aver lasciato il suo incarico. Colui che Dante mise nell'Antinferno insieme agli Ignavi, Nanni lo richiama sulla celluloide.
Alla conferenza stampa di giovedì 14 aprile a Roma, Nanni ha detto: "Faccio un film ogni..." e la platea in coro ha completato: "morte di papa". Il film, scritto con Francesco Piccolo e Federica Pontremoli (gli stessi de Il caimano) ha per protagonista Michel Piccoli e contiene immagini vere di Piazza San Pietro durante il funerale di Papa Wojtyla.
Restando in Italia, ma scendendo forse di qualche gradino, esce nelle sale anche Se sei così ti dico sì di Eugenio Cappuccio con Emilio Solfrizzi e, udite udite, Belen Rodriguez. Dopo Natale in Sudafrica, nuova prova attoriale per la bella e talentuosa, forse, argentina.
Un'immagine da Rio
Direttamente da Hollywood arriva invece Limitless di Neil Burger, con Bradley Cooper e Robert De Niro. Limitless  è la storia di uno scrittore che grazie a una pillola scopre come usare tutto il proprio potenziale intellettivo. Vedremo quanto cervello avrà usato chi ha pensato a questo film. Testosterone limitless si prospetta in Faster, thriller con Billy Bob Thronton diretto da George Tillman Jr.
Divertimento in vista con Scream 4, nuovo capitolo dell'ironica saga horror di Wes Craven, e Rio, il film d'animazione con protagonista un volatile, un ara, brasiliano. Conclude il quadro Il colore del vento, il documentario di Bruno Bigoni sui porti del Mediterraneo.


lunedì 7 marzo 2011

Silvio forever

Per sempre Silvio. Sul Tg1 sì, non sulla Rai. O quantomeno non il trailer del film diretto da Roberto Faenza e sceneggiato dai due giornalisti Gianantonio Stella e Sergio Rizzo. Silvio forever, progetto segretissimo fino a una settimana fa, uscirà nei cinema venerdì 25 marzo, ma la televisione pubblica ha deciso di oscurarne lo spot. Una scelta definita sbagliata persino da Vittorio Feltri. Il motivo della decisione? L’intro in cui mamma Rosa Berlusconi definisce il nostro Presidente del consiglio “un uomo unico”. Ma intanto la biografia non autorizzata del premier ha raggiunto il primo risultato: mantenere il silenzio fino a poche settimane dall’uscita in sala e fare invece parlare di sé dopo l’annuncio della sua esistenza. Silvio forever è un film di montaggio, con l’utilizzo di materiali di repertorio, spezzoni di telegiornali e trasmissioni, videomessaggi e interviste. Tutto il resto è un mistero, compreso il numero di copie in cui sarà distribuito nelle sale. Pochi giorni prima dell’inizio del processo che vede Silvio accusato di concussione e prostituzione minorile, gli italiani avranno la possibilità di ricordare la storia personale dell’uomo attorno a cui ruota il Paese da ormai un ventennio. Dopo Il caimano e Videocracy, un altro film su Berlusconi, il primo biografico. Ma Berlusconi non ha paura. D’altra parte, lo dice anche in un immagine di repertorio ripresa da Faenza: “Sono invincibile”. Per sempre?