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giovedì 14 aprile 2011

Habemus Papam e gli altri film in uscita il 15 aprile

Nanni Moretti in una scena di Habemus Papam
Un week-end da papi. Non quel "papi". Ma papi nel senso di papa al plurale. Eh sì, perché venerdì 15 aprile esce nelle sale italiane Habemus Papam di Nanni Moretti, che andrà pure a Cannes. Un film molto atteso dal pubblico italiano; era dal 2006 che Nanni mancava dal grande schermo. Erano i tempi de Il caimano, tristemente profetico sul destino di questo Paese. Ora Nanni è tornato, e quando parla non è mai banale. In Habemus Papam ripercorre la storia di Celestino V, il papa rimasto nella storia per aver lasciato il suo incarico. Colui che Dante mise nell'Antinferno insieme agli Ignavi, Nanni lo richiama sulla celluloide.
Alla conferenza stampa di giovedì 14 aprile a Roma, Nanni ha detto: "Faccio un film ogni..." e la platea in coro ha completato: "morte di papa". Il film, scritto con Francesco Piccolo e Federica Pontremoli (gli stessi de Il caimano) ha per protagonista Michel Piccoli e contiene immagini vere di Piazza San Pietro durante il funerale di Papa Wojtyla.
Restando in Italia, ma scendendo forse di qualche gradino, esce nelle sale anche Se sei così ti dico sì di Eugenio Cappuccio con Emilio Solfrizzi e, udite udite, Belen Rodriguez. Dopo Natale in Sudafrica, nuova prova attoriale per la bella e talentuosa, forse, argentina.
Un'immagine da Rio
Direttamente da Hollywood arriva invece Limitless di Neil Burger, con Bradley Cooper e Robert De Niro. Limitless  è la storia di uno scrittore che grazie a una pillola scopre come usare tutto il proprio potenziale intellettivo. Vedremo quanto cervello avrà usato chi ha pensato a questo film. Testosterone limitless si prospetta in Faster, thriller con Billy Bob Thronton diretto da George Tillman Jr.
Divertimento in vista con Scream 4, nuovo capitolo dell'ironica saga horror di Wes Craven, e Rio, il film d'animazione con protagonista un volatile, un ara, brasiliano. Conclude il quadro Il colore del vento, il documentario di Bruno Bigoni sui porti del Mediterraneo.


Cannes 2011, il programma ufficiale

Habemus Cannes. Ora il programma del 64esimo festival di Cannes, che si terrà sulla Croisette dall'11 al 22 maggio, è ufficile. E, come anticipato qualche settimana fa, l'Italia è presente in Costa Azzurra. E con due grossi calibri, entrambi in concorso: Nanni Moretti con l'attesissimo Habemus Papam e Paolo Sorrentino con This Must Be The Place che ha come attore protagonista Sean Penn. Senza dimenticarsi Bernardo Bertolucci Palma d'oro alla carriera, Cannes nel 2011 veste azzurro. La truppa italiana è completata da Alba Rohrwacher con il suo debutto assoluto da regista, Corpo celeste, scelto per la Quinzaine des realisateurs. 
Il festival, che verrà aperto da Midnight in Paris di Woody Allen, dimentica lo scorso anno passato un po' in sordina e torna ai fasti degli anni passati. Almeno come nomi. Basti guardare ai film in concorso: torna sulla Croisette Lars von Trier con Melancholia. Poi grandi autori come i fratelli Dardenne con Le gamin au velo (Il ragazzino in bicicletta), Aki Kaurismaki con Le Havre, Takeshi Miike con Hara-kiri: Death of a Samurai e Radu Mihaileanu con La Source des Femmes. Ci sarà anche Pedro Almòdovar con La Piel que habito, scippato a Venezia, proprio quando ormai Muller credeva di essere finalmente riuscito a portare in Laguna il maestro spagnolo.
Ma il colpaccio di Thierry Fremaux e Gilles Jacob è un altro: Terrence Malick. Il mitico regista de La rabbia giovane e La sottile linea rossa si è lasciato convincere e sarà a Cannes, per giunta in concorso. Fatto epocale per un autore che ha realizzato quattro film in quarant'anni di carriera cinematografica e da sempre lontano da taccuini e macchine fotografiche. Il suo nuovo Tree of Life, atteso un anno fa prima a Cannes e poi a Venezia, arriva finalmente sul grande schermo. E non al Lido. Di lavoro da fare per il presidente della giuria Robert De Niro ce ne sarà da fare parecchio.
Nella sezione "Un certain regard", presieduta da Emir Kusturica, c'è anche Gus Van Sant con il suo Restless. Pieno di lustrini per il quarto capitolo della saga dei Pirati dei Caraibi, in cartellone come evento speciale. E non sono escluse sorprese dell'ultimo minuto. ça va sans dire.

Lorenzo Lamperti

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martedì 12 aprile 2011

Bertolucci Palma d'oro alla carriera

Prima palma a Cannes. Il prossimo 11 maggio Bernardo Bertolucci riceverà dalle mani di Robert De Niro la Palma d'oro alla carriera. Il festival di Cannes si tinge sempre più di azzurro. Giovedì 14 aprile si annuncia la lista dei film che saranno sulla Croisette, e sembra scontata la presenza di Nanni Moretti e Paolo Sorrentino. La notizia di Bertolucci porta l'italianità ai massimi livelli consentiti. 
Bertolucci, un regista che arriva sempre prima della rivoluzione. Una carriera in costante anticipo sui tempi. Sperimentatore, vanesio, qualche volta compiaciuto, rischioso, provocatorio, scandaloso. Bertolucci è il più europeo dei registi italiani. Sarà per questo che piace più in Francia che in patria. Figlio di un poeta, sceneggiatore e vicino di casa di Pasolini, Bertolucci esordisce al cinema con La commare secca. Con Prima della rivoluzione anticipa il '68 e parla di temi quantomeno scomodi in un Paese nato e cresciuto sotto l'egida vaticana: l'incestuoso amore tra zia e nipote. In Partner si lascia andare alla sperimentazione avanguardistica rileggendo in chiave molto libera Il sosia di Dostoevskij. Da Il conformista a Strategia del ragno,  rilegge in chiave edipica la provinca e la politica italiane. Considerato un eretico dopo Ultimo tango a Parigi, da lì in poi emigra spesso e volentieri per firmare megaproduzioni internazionali. Da Novecento, affresco della storia contemporanea italiana con Robert De Niro e Gerard Depardieu, Bertolucci inanella una serie di filmoni: Il té nel deserto, L'ultimo imperatore, con porta a casa 9 Oscar, Piccolo Buddha e Io ballo da sola con una giovanissima Liv Tyler. Nella seconda metà degli anni Novanta si acquieta un pochino, poi torna alla ribalta nel 2004 con The Dreamers, col quale prova a rivivere il '68. Da lì in poi il silenzio, anche se sta per girare l'adattamento cinematografico di Io e te, il romanzo di Ammaniti. Addirittura in 3d.
Nel frattempo andrà a ritirarsi la Palma a Cannes. Per il giubilo dei critici francesi, sempre pronti a sottrarci gli artisti poco amati in patria. E per la rabbia di Marco Muller. Eh sì, perché secondo indiscrezioni il direttore del Festival di Venezia era già pronto per annunciare Bertolucci come presidente della giuria della prossima kermesse in Laguna. E ora che si fa?

La zattera della fantasia, Emilio Salgari al cinema

Chi non ha mai sentito parlare di Sandokan? Cento anni  fa, il 25 aprile 1911, moriva Emilio Salgari, il papà della tigre di Mompracem. Il cinema Gnomo dedica una retrospettiva al grande romanziere d'avventura, scrittore dalla prolificità più unica che rara: 80 romanzi e più di 200 opere compresi i racconti brevi. Dal 12 al 17 aprile sarà possibile scoprire come il cinema ha interpretato le storie di Salgari, con la retrospettiva "La zattera della fantasia - Emilio Salgari tra i flutti dell'Oceano e i cieli d'Oriente". 
17 titoli per raccontare il rapporto tra Salgari e il cinema italiano tra il 1942 e il 1976. A farla da padrone, anche nell'immaginario del pubblico italiano, c'è soprattutto il Sandokan televisivo di Sergio Sollima, impersonato da Kabir Bedi. Ma non è tutto qui: ci sono anche i film di André De Toth, Mario Soldati, Corrado D'Errico, Carmine Gallone e tanti altri. Protagonisti sempre tigri della Malesia e corsari neri. E dire che Salgari non è stato solo un romanziere d'avventura. In molti lo considerano anzi il precursore della fantascienza in Italia grazie a racconti avveneristici per l'epoca come La stella dell'Araucania e Le meraviglie del Duemila. 
Per info e programma completo: www.comunemilano.it/spettacolo

Maratona Shanghai, scoprire la Cina con il cinema


La chiamano la Parigi d’oriente. O anche la prostituta d’Asia. Shanghai è la protagonista della rassegna intitolata “Maratona Shanghai”, in programma mercoledì 13 aprile al polo di mediazione linguistica dell’Università degli Studi di Milano (Piazza Montanelli, MM1 Sesto Marelli). Shanghai è ancora oggi una delle città più vivaci della Cina. È stata al centro del mondo durante l’Expo 2010, ma già un secolo fa era fulcro dell’immaginario, anche cinematografico. Ce ne rende conto questa maratona di film, organizzata da Docucity e Istituto Confucio. Quattro i film in cartellone. Si parte alla 13,30 con Shanghai Express (1932), il celebre film di Josef Von Sternberg con una Marlene Dietrich all’apice della sua ambigua sensualità. Si entra ancora più in profondità del clima cinese alle 15 con Shanghai Triad (1995) del grande regista Zhang Yimou. Alle 17 spazio alla perla rara Cina (1972) di Michelangelo Antonioni. Si conclude alle 18 con il più recente Suzhou River (2000) di Lou Ye. Per visitare gratis Shanghai non c’è niente di meglio che il cinema.

lunedì 11 aprile 2011

Addio a Sidney Lumet


Onora Sidney Lumet. Parafrasando il titolo del suo ultimo, bellissimo film, Onora il padre e la madre, diamo l'ultimo saluto a uno dei grandi registi americani degli ultimi 50 anni. Sidney Lumet è stato l'ultimo grande regista classico di Hollywood. A metà strada tra "la macchina dei sogni" dei Fifties e la New Hollywood dei ruggenti Seventies, Lumet si è ritagliato uno spazio di vitale importanza nel cinema mondiale. Quel che si suol dire un esordio col botto, il suo primo film La parola ai giurati (1957) gli vale la nomination all'Oscar e l'Orso d'oro al Festival di Berlino. E' il primo di cinque film girati insieme al grande amico Henry Fonda.
Al Pacino in Serpico
L'Italia lo impara a conoscere negli anni seguenti, quando Lumet dirige Sofia Loren e Anna Magnani in Quel tipo di donna (1959) e Pelle di serpente (1960). Nei Sixties Lumet diventa uno dei cantori del cinema di genere, primo sintomo di un nuovo respiro che cova in seno all'industria cinematografica made in U.S.A. Nel decennio seguente Lumet firma le sue opere più conosciute. Prima Serpico, storia dell'agente di polizia onesto in mezzo a un mondo corrotto, e poi il capolavoro Quel pomeriggio di un giorno da cani, storia di una rapina finita male con annessa non banale riflessione sul ruolo dei nuovi mezzi di comunicazione. In entrambi i film c'è uno splendido Al Pacino, giovane cavallo rampante di Hollywood, già consacrato da Il Padrino
Lumet continua a fare il suo cinema di classe anche nei decenni successivi. Da ricordare sicuramente Il verdetto (1982), con un ingrigito quanto perfetto Paul Newman. E, quando tutti pensavano che Lumet si stesse godendo pacificamente il suo buon ritiro, ecco che spunta il colpo di coda: Onora il padre e la madre (2007), titolo originale Before the Devils knows you're dead, con Ethan Hawke e un emozionante Philip Seymour Hoffman.
Cala il sipario. Applausi.

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venerdì 8 aprile 2011

Cinici, infami e violenti - Il festival

Una tre giorni da serie Z. Da venerdì 8 a domenica 10 aprile Milano ritorna negli anni Settanta con il "Cinici, infami e violenti Festival". Un festival che nasce dalla rassegna organizzata da Bloodbuster e associazione culturale La Scheggia lo scorso 5 dicembre. L'iniziativa nasce dal recupero dei film polizeschi anni '70, quando Milano era teatro del cinema di genere italiano. Violento e senza filtri. Un cinema a mano armata, specchio di un decennio di tensioni e scontri non solo ideologici. Per festeggiare quegli anni il circolo Magnolia, Bloodbuster, Ligera Enoteca 70's Café e l'associazione culturale La Scheggia diventano terra di conquista per il poliziottesco. Si comincia venerdì 8 al Magnolia alle ore 20,30 con l'evento "Not(te) a mano armata" con banchetto e concerto di Gonzo Caravan, Calibro 35 e il dj set di Davide Facchini di Radio Popolare. Scorpacciata di film sabato 9 con l'evento "L'uomo della strada fa cinema" al Ligera. Ai film si accompagna la presentazione di libri e fumetti sulla Milano criminale. La festa prosegue domenica 10 con una giornata dedicata a caratteristi, stuntmen e maestri d'armi del cinema d'azione italiano.
Per il programma completo: http://www.bloodbuster.it/