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mercoledì 13 luglio 2011

L'AGENDA DEL CINEMA, Tutti i film a Milano (13 luglio)

Gli appuntamenti del cinefilo milanese

  • Arianteo Umanitaria. La versione di Barney (R.J. Lewis). Ore 21,30. Via San Barnaba 48
  • Arianteo Conservatorio. La bellezza del somaro (Castellitto) e concerto. Ore 21. Via Conservatorio 12.
  • Arianteo Porta Venezia. Potiche - la bella statuina (Ozon). Ore 21,30. Bastioni di Porta Venezia, 3.
  • Spazio Oberdan. Ore 16,30 Piccolo Buddha (Bertolucci). Ore 19 What Happened on Pam Island (Kubarska). Ore 21 Samsara (Nalin). Viale Vittorio Veneto 2.
  • Cinema Gnomo. Cirkus Columbia (Tanovic). Ore 18,30 e 21. Via Lanzone 30.
  • Uscite in sala. Harry Potter e i doni della morte - parte 2

venerdì 8 luglio 2011

L'AGENDA DEL CINEMA, Tutti i film del week-end (8-10 luglio)

Gli appuntamenti del cinefilo milanese

Venerdì 8 luglio
  • Arianteo Conservatorio. Poetry (Lee Chang-Dong) e concerto “Poetiche comunicanti”. Ore 21, via Conservatorio 12.
  • Arianteo Porta Venezia. American Life (Sam Mendes). Ore 21,30, Bastioni di P.ta Venezia 3.
  • Arianteo Umanitaria. Angele et Tony (Delaporte). Ore 21,30, via San Barnaba 48.
  • Cinema e buddismo. L'arpa birmana (Ichikawa). Ore 19, Spazio Oberdan.
Sabato 9 luglio
  • Arianteo Conservatorio. Inception (Nolan) e concerto “Ossimori coincidenti”. Ore 21, via Conservatorio 12.
  • Arianteo Porta Venezia. Qualunquemente (Manfredonia). Ore 21,30, Bastioni di P.ta Venezia 3.
  • Arianteo Umanitaria. The Fighter (Russell). Ore 21,30, via San Barnaba 48.
  • Cinema e buddismo. Primavera, estate, autunno, inverno... (Ki-Duk). Ore 21,30, Spazio Oberdan.
Domenica 10 luglio
  • Arianteo Conservatorio. Non lasciarmi (Romanek) e concerto “I fiori di Franz e il destino”. Ore 21, via Conservatorio 12.
  • Arianteo Porta Venezia. Last Night (Tadjedin). Ore 21,30, Bastioni di Porta Venezia 3.
  • Arianteo Umanitaria. London River (Bouchareb). Ore 21,30, via San Barnaba 48.
  • Spazio Oberdan. What happened on Pam Island? (Eliza Kubarska). Ore 21,15, Spazio Oberdan.

venerdì 1 luglio 2011

L'AGENDA DEL CINEMA, Tutti i film del week-end a Milano

Gli appuntamenti del cinefilo milanese tra venerdì 1 e domenica 3 luglio

VENERDI' 1 LUGLIO
  • Film in uscita: Transformers 3 (Michael Bay); Cars 2 (John Lasseter); Passanante (S. Colabona); Libera uscita (Bobby e Peter Farrelly)
  • Arianteo Conservatorio. Ore 21 Uomini di dio (Xavier Beauvois) precedeuto dal concerto "Genio e misticismo" con musiche di Liszt. (Via Conservatorio 12, 6,50 euro)
  • Arianteo Umanitaria . Ore 21,30 Il Grinta (Coen). Via San Barnaba 48, 6,50 euro
  • Arianteo Porta Venezia. Ore 21,30 Four Lions (C. Morris). Bastioni di Porta Venezia 3, 6,50 euro.
  • Spazio Oberdan. Rassegna "Cinema e buddismo". Ore 21,30 Kalachakra di Werner Herzog. Viale Vittorio Veneto 2 (5,50 euro)
  • Cinema Gnomo. Ore 21 Un gelido inverno di D. Granik (5,50 euro)
  • Apollo Spazio Cinema. Ore 21 "Telefilm Festival 2011". Galleria De Cristoforis
  • La Milanesiana. Ore 21 evento "Arte, scienza e bugie". Letture di Konstantin Novoselov, Marc Fumaroli e Michael Cunningham, proiezione di Passione di John Turturro e concerto con L'amante improvviso di Peppe Servillo. Teatro dal Verme, Via San Giovanni sul Muro 2
SABATO 2 LUGLIO
  • Arianteo Conservatorio. Biutiful di Inarritu introdotto dal concerto "Un'altra musica". Ore 21, via Conservatorio 12
  • Arianteo Umanitaria. Noi credevamo di Mario Martone. Ore 21,30, via San Barnaba.
  • Arianteo Porta Venezia. La passione di Carlo Mazzacurati. Ore 21,30, Bastioni di Porta Venezia.
  • Cinema e buddismo. Ferro 3 di Kim Ki-Duk. Ore 21,30, Spazio Oberdan
  • La Milanesiana. "Natura, numeri, bugie e una lunga notte". Letture di Jerzy Skolimowski, Piergiorgio Odifreddi e Cédric Villani, proiezione di The Shout di Jerzy Skolimowski e concerto con New World Sinfonia di Al di Meola. Ore 21, Teatro dal Verme. 
DOMENICA 3 LUGLIO
  •  Arianteo Conservatorio. Il cigno nero di Darren Aronofsky preceduto dal concerto "Ironia del destino". Ore 21, via Conservatorio 12.
  • Arianteo Umanitaria. Urlo di R. Epstein. Ore 21,30, via San Barnaba.
  • Arianteo Porta Venezia. Source Code di Duncan Jones. Ore 21,30, Bastioni di Porta Venezia.
  • Spazio Oberdan. 16,30 Piccolo buddha (Bertolucci), 19 La samaritana (Ki-Duk), 21 "Arcipelago Film Festival"

A qualcuno piace corto

Non ho mai capito perché nelle odierne sale cinematografiche prima della proiezione del film bisogna sorbirsi mezz'ora di pubblicità. O meglio, l'ho capito benissimo ma fatico ad accettarlo. Quei 20 minuti di macchine e quei 10 minuti di trailer di film mediocri mi dà fastidio. Parecchio. Provo quindi molto piacere quando vengo a conoscenza di iniziative come quella che coinvolge a partire da venerdì 1 luglio 14 sale lombarde e cinque sale milanesi: "Talenti in corto".
Tre cortometraggi vincitori della seconda edizione del concorso "Talenti in corto" verranno proiettati per una settimana a tesa nei cinema coinvolti prima delle proiezioni dei film in cartellone. Così fino al 7 luglio sarà possibile vedere Black Out del livornese Daniele Riccioni all'Anteo, Apollo, Mexico, Uci Bicocca e Uci Certosa. Toccherà poi a I numeri di Sharon del torinese Roberto Gagnor dall'8 al 14 e a Sotto casa di Alessio Lauria dal 15 al 20 luglio.
Un'occasione per vedere cortometraggi invece che messaggi pubblicitari. Un'iniziativa non inedita. Quattro anni fa per esempio ha organizzato una cosa analoga il cinema Ariosto in un'iniziativa chiamata "A tutto corto" che aveva visto quattro cortometraggi, di cui uno del sottoscritto, in programmazione per una settimana prima dello spettacolo delle 20. Dare spazio ai cortometraggi significa aprire una porticina a un genere che non ha un mercato, a meno che non si tratti di opere di registi già celebri. Con l'annullamento delle barriere e l'avvento del digitale, quasi chiunque può girare un corto. Questo genera una quantità informe di prodotti, la maggior parte dei quali amatoriali. Ma è giusto con iniziative del genere premiare chi realizza, anche con pochi euro, un prodotto di qualità. I corti non sono un cinema di serie b, sono una cosa diversa. Il rapporto che lega i corti al cinema è un po' quello che lega la poesia alla letteratura. Nel corto, in pochi minuti, devi avere un'idea fulminante e proporre uno stile di regia forte e preciso. Il lungometraggio può invece essere accomunato al romanzo, costretto a delineare una struttura narrativa. Non che manchino i poeti nel lungo e i romanzieri nel corto. A noi scoprirli.

giovedì 30 giugno 2011

Cinema e buddismo, una rassegna spirituale

Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera. Una logica stringente non c'è che dire. Alla scansione temporale non si scappa. Spesso però il tempo ci sfugge di mano ed esistiamo senza vivere. La rassegna "Cinema e buddismo. Pensiero, riflessione e spiritualità" in programma allo Spazio Oberdan di Milano dal 29 giugno al 17 luglio prova a farci ricordare l'importanza del ritiro interiore.
E lo fa con una serie di film direttamente o indirettamente influenzati dalla filosofia buddista. A farla da padrone è il regista coreano Kim Ki-Duk, di cui vengono proiettati i quattro film più noti: L'arco, La samaritana, lo splendido Ferro 3 e appunto Primavera,estate ecc. ecc. Ki-Duk che tra l'altro è tornato alla regia dopo tre anni di silenzio. Inconsueto per lui, visto che tra il 2000 e il 2008 aveva sfornato 12 film. La sua nuova opera, Arirang, è stata presentata all'ultimo festival di Cannes fuori concorso e ancora non c'è una data di uscita nelle sale italiane.
Poi ci sono i due documentari inediti su grande schermo per Milano Figlie del Tibet e Tibet il grido di un popolo (premiati in vari festival internazionali), i misconosciuti Samsara e Perché Bodhi Dharma è partito per l’oriente?. Spazio anche ai grandi maestri con il controverso Piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci e Kalachakra – La ruota del tempo, uno dei migliori esempi, mai distribuito nelle sale, della curiosità visionaria per l’uomo del grandissimo Werner Herzog. La vera chicca è L'arpa birmana di Kon Ichikawa, un bellissimo film del 1956 ambientato durante la seconda guerra mondiale.

Lorenzo Lamperti

venerdì 24 giugno 2011

A Pesaro torna il nuovo cinema

47 festival che parla. E' dal 1965 che a Pesaro esiste la "Mostra Internazionale del Nuovo Cinema". Fondato da Lino Micciché e Bruno Torri, il festival di Pesaro è una manifestazione atipica nel panorama cinematografico italiano. "E poi, certo, nell’era del glamour e dei tappeti rossi, delle polemiche a mezzo stampa e dei direttori-star, Pesaro rischia di apparire un festival leggermente all’antica, rigoroso e pignolo. E forse non è un male" ha scritto Michele Anselmi su il Riformista. Citazione riportata con orgoglio dal sito del festival.
Così capita che i grossi quotidiani e i grandi media facciano passare sotto silenzio un evento che ha ancora qualcosa da dire, e da dare, al cinema italiano. Anche se non siamo più nel 1968 e non ci sono più Pasolini e Godard tra i manifestanti di Piazza del Popolo. E però l'atmosfera resta particolare, diversa. Diversa da quella di tanti altri eventi più o meno cinematografici. A Pesaro c'è ancora amore per il cinema, e si vede. Le proiezioni, gratis e all'aperto, in Piazza del Popolo sono accompagnate da una cornice di rara educazione. Anche se i film proiettati non sono proprio accessibili al grande pubblico. 
Il concorso ufficiale, intitolato al fondatore Lino Micciché, presenta opere provenienti da tutto il mondo con un minimo comune denominatore: la sperimentazione. Il coraggio. Inutile cercare nomi celebri o star, il bello della selezione dei film di Pesaro è buttarsi e scoprire nuovi film, nuovi mondi. In giuria la brava Isabella Ragonese, sempre molto attiva sul piano culturale e non solo su quello attoriale. La retrospettiva 2011 resta in Russia: dopo le opere di finzione del 2010 ecco i documentari. E poi la rassegna completa dei film di Bernardo Bertolucci, che sabato 25 giugno incontra il pubblico. In serata Dopofestival tra un bicchiere di vino e l'altro e spazio alla videoarte nel suggestivo cortile di Palazzo Gradari. E qui, fino al 27 giugno, di perle se ne trovano parecchie. E allora, pur nella tradizionalità dell'evento, viene alla mente solo un aggettivo per definire il festival: nuovo.

giovedì 23 giugno 2011

I Puffi sanno che un loro film c'è

Nel cinema accanto a te. Puffapero. Ebbene sì, gli omini blu più famosi del pianeta stanno arrivando al cinema. "Che è meglio!" come direbbe il Puffo Quattrocchi, predecessore del Milhouse dei Simpsons e ispiratore delle prese in giro dei compagni delle elementari con gli occhiali.
Il 16 settembre uscirà in Italia il film I Puffi. Gli appassionati dei nanetti ecologisti potranno godersi le peripezie di Puffetta, Grande Puffo & company a tre dimensioni, Eh sì, perché il film uscirà in 3D prodotto da Sony e diretto da Raja Gosnell, regista di tanti film per un pubblico di bambini: Mamma ho preso il morbillo, Scooby Doo parte prima e parte seconda, Beverly Hills Chihuahua tra gli altri. Il progetto del film, nato nel 2002,è stato in incubazione fino al 2008 quando l'hanno preso in mano Columbia Pictures e Sony Pictures Animation. La storia sarà ambientata nel Medioevo, quando il mago malvagio Gargamella scopre il villaggio dei Puffi e li costringe alla fuga. Seguendo Tontolone in una grotta proibita, gli omini blu si ritroveranno nella New York dei giorni nostri. 
In attesa del film, sabato 25 giugno si celebra la giornata mondiale dei Puffi, in onore al loro creatore, Pierre Culliford in arte Pejo, scomparso nel 1992. Columbia e Sony stanno organizzando l'evento in diverse città di tutto il mondo, da Londra a Mosca, da New York a Città del Messico. L'obiettivo è far vestire con costumi da puffo il maggior numero di persone possibile. E chissà quanti lo faranno per tornare ai tempi della loro infanzia. E chissà quanti, prima o dopo aver visto il film, riguarderanno questa sigla.